Intervista a Donatella De Mattei

Intervista a Donatella De Mattei

Donatella De Mattei - Corporate, Packaging & Literature Manager

20 Maggio 2021

ArteficeGroup nel 2021 compie 25 anni. Abbiamo intervistato alcuni clienti e ci siamo fatti raccontare di noi. Per festeggiare insieme. 

Oggi parliamo con Donatella De Mattei – Corporate, Packaging & Literature Manager

Quando ci hai conosciuto? Cosa ti ricordi di quel primo incontro?

Ci siamo conosciuti nel 2004, io ero appena arrivata in Coca-Cola e ho iniziato subito a lavorare con Maurizio insieme a Paolo Nicoletti che si occupava allora di tutto il packaging in Coca-Cola. Il mio collega Paolo stava andando in pensione e nel passaggio di consegne ho subito iniziato a lavorare con Maurizio a parecchi progetti importanti.

Cosa ricordi di quel primo progetto fatto insieme?

Il primo progetto che abbiamo fatto insieme è stata la campagna promozionale estiva di Coca-Cola MTV, poi c’è stato il FantaVillage e talmente tanti altri ancora che dovrei andare a ripescare tutto nel mio archivio per ricordarli tutti…dal 2004 al 2011 in Coca-Cola abbiamo avuto voi come riferimento per il packaging e per la parte grafica. Quando poi nel 2011 per una ristrutturazione interna la mia funzione è stata esternalizzata nell’agenzia SGK, per alcune attività locali avete continuato a lavorare con alcuni miei colleghi di Coca-Cola, pur essendo presente anche la nuova agenzia.

Cosa ti ha colpito di noi?

Artefice è come una famiglia, dove ciascuno ha un suo ruolo. Cisco è un po’ il papà putativo di tutti. Non riesco a parlare di lui al passato, considerando che siamo tutti scossi per la sua recentissima dipartita, il suo spirito aleggia indomito, la regia da “dietro le quinte” non può venire meno come lo è sempre stata. E’ sempre stato lui il punto di riferimento, era colui che veramente conosceva tutto: i clienti, la struttura, tutti voi che lavorate in agenzia. Poi c’è il genio creativo di Pier, che quando fa le sue citazioni colte sulla storia dell’arte ti fa perdere il sentimento! Pier si presenta con questo suo stile “finto trasandato” ma curato nei dettagli che ti sorprende. Sentirsi fare delle citazioni di storia dell’arte quando stai facendo un debrief su un’etichetta è qualcosa che non può non colpire e lasciarti disarmata! Non diresti mai che è un architetto ma quando scopri questa sua cultura infinita staresti ore a parlare con lui. Poi c’è Maurizio che ha una professionalità e preparazione tecnica pazzesca. Per i progetti di Coca-Cola che abbiamo seguito sia con Paolo che mi ha preceduto, che con me, sono stati anni di grande formazione per tutti noi! Ricordo un progetto in particolare in cui abbiamo dovuto insieme mettere mano al lavoro fatto da un’altra agenzia che non poteva essere “traslato” sul packaging. In quel contesto è stato messo in evidenza un altro aspetto che fa grande Artefice e cioè la sua capacità di far lavorare insieme creatività, produzione esecutiva e stampa finale dei materiali di confezionamento.
Spesso vengono “venduti” ai Direttori Marketing progetti bellissimi dal punto di vista creativo…che però poi non si possono stampare e produrre. Con voi non abbiamo mai corso questo rischio. Quel periodo, quelle esperienze, quella partnership è stata una collaborazione che ha fatto crescere tutti e ha permesso ad Artefice di diventare un’agenzia specializzata sulla comunicazione specifica sul packaging.
Quando io sono entrata in Coca-Cola facevo parte del gruppo Asset & Promotion che poi è diventato Integrated Marketing Communication. Questo non ha rappresentato solo un cambio “formale” ma di sostanza. Da lì si è reso manifesto come il packaging fosse un elemento centrale della comunicazione di marca, il vero contatto tra marca e consumatore e, per chi lavora sul packaging, avere a che fare con fornitori capaci fa la differenza. Alla fine un’idea creativa diventa un’idea creativa di successo se si riesce a declinare su tutti i materiali di comunicazione di cui il packaging è parte integrante.
Io dico sempre che il packaging rappresenta la funzione all’interno del marketing più tecnica, quella che crea il contatto più diretto tra l’idea creativa e la sua realizzazione fattiva. La collaborazione tra cliente, fornitori, agenzia, sito produttivo è ciò che rende possibile la “vera” realizzazione di una comunicazione di marca integrata. Per dirla in due parole, per essere efficaci “dall’idea allo scaffale”!

Cosa ti ha colpito dei progetti insieme?

Nel Natale del 2008 siamo usciti con un’etichetta del famoso Babbo Natale. Ricordo che Maurizio era con me all’avviamento stampa e quando abbiamo visto l’etichetta ci siamo commossi per quanto fosse bella! Anche se fuori standard perché utilizzava colori diversi dai colori Coca-Cola ma aveva un’allure tipica di questo Babbo Natale che avrà fatto rigirare nella tomba anche Haddon Sundblom, il suo disegnatore! Era veramente bellissima…Un progetto che ha fatto saltare dalla sedia non solo me e Maurizio ma anche il fornitore. Ci siamo tutti resi conto che, ciascuno per la propria parte avevamo contribuito a creare qualcosa di veramente unico e che in qualche modo ha chiuso anche un’era in Coca-Cola, quella più legata all’heritage storico.

Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto a lavorare con noi?

La sicurezza e l’interdisciplinarietà. Posto che il bello del gruppo è Luca, e non potrebbe far altro che gestire i clienti…, ciascuno dei soci si occupa del proprio settore ma con una contaminazione positiva, che fa dell’interdisciplinarietà una delle caratteristiche distintive di Artefice.
Maurizio non potrebbe fare il commerciale, lo fa Luca. Luca non potrebbe fare il tecnico, c’è Maurizio per quello. Cisco non avrebbe potuto fare il direttore creativo, perché quella è la competenza di Pier. Cosi come Pier non avrebbe potuto fare il lavoro di Cisco che era quello di organizzare e di avere la visione di insieme dell’azienda. Questa unione delle competenze è quello che ha fatto e fa il successo di Artefice: tutti con la propria competenza ma tutti assolutamente allineati…immagino anche che tra loro litighino un sacco perché hanno tutti delle personalità belle forti ma, mi sono sempre immaginata che alla fine l’accordo si trova sempre! Sto parlando di loro quattro perché sono i fondatori dell’agenzia ma questo atteggiamento propulsivo ha permesso di far crescere tutte le persone di Artefice.
Ognuno di voi con il vostro specifico lavoro, ha contribuito all’evoluzione e alla crescita dell’agenzia. Un’evoluzione che definisco “contemporanea” perché non siete mai rimasti fermi a quella che è la tradizione ma siete sempre andati oltre, allargando le vostre competenze. Avete fatto una grossa esperienza nel mondo delle bevande ma poi avete allargato molto il vostro raggio d’azione, sicuramente anche grazie a molti dei vostri clienti che, come me, si sono spostati in aziende che lavorano in altri settori ma che continuano a cercarvi e a fare progetti con voi. Non vi siete arroccati su ciò che sapevate già ma avete continuato a fare esperienza e ad imparare cose nuove lavorando in settori merceologici diversi dove le esigenze, i materiali, le tecniche di stampa erano differenti. Siete stati in grado di vedere, intercettare quelle che erano le tendenze del mercato e allargare le vostre competenze di conseguenza. Quando Maurizio si è reso conto che Coca-Cola richiedeva all’agenzia creativa di occuparsi anche degli esecutivi si è inventato Mad-e e ha lavorato ad una nuova organizzazione dell’agenzia per adeguare l’offerta alle mutate esigenze del mercato.
Un’altra cosa che mi ha spinto a lavorare con voi è che nel corso degli anni si è costruito un rapporto che va oltre il rapporto cliente/fornitore. C’è un momento in cui sei cliente e fornitore, c’è un momento in cui sei amico e c’è un momento in cui sei famiglia e i piani non si sono mai confusi anche nei momenti in cui le cose non andavano bene. Ma anche quando è successo di avere dei problemi li abbiamo affrontati con sincerità e schiettezza senza nascondere gli errori e con la consapevolezza che un problema rappresentava anche un’opportunità di crescita per tutti.
La prematura mancanza di Cisco mi ha ammutolito, mi sono sentita privata di un amico prezioso, di un professionista focalizzato sui dettagli di cui rievocherò sempre il suo immutato spirito gioviale, e la sua innata leadership inclusiva.

C’è un progetto che ritieni particolarmente significativo di quelli svolti insieme in questi anni?

Due sono i progetti che mi stanno particolarmente a cuore. Il primo che mi piace ricordare è la vostra partecipazione al pitch di Coca-Cola, che avete vinto, per le Olimpiadi di Torino 2006. Io allora lavoravo con Paolo Nicoletti che è stato “il guru” di Coca-Cola per anni. Il progetto delle Olimpiadi di Torino ha rappresentato per me quindi, prima di tutto, il passaggio di consegne tra me e lui, il momento in cui mi ha trasferito tutto il suo know-how.
Quando abbiamo deciso di inserirvi nella gara insieme ad agenzia “blasonate” e grandi sapevamo che potevate giocarvela alla pari anche se rappresentavate gli outsiders…e il fatto che poi abbiate vinto non ci ha stupito più di tanto, perché conoscevate Coca-Cola troppo bene e sapevate come lavorare con noi. Con il senno di poi si è rivelata la scelta più oculata: il lavoro da fare era tanto e la vostra velocità, la vostra capacità di realizzare degli esecutivi corretti al primo colpo sono stati elementi di fondamentale importanza per tutto il lavoro che è derivato da quella gara.

Un altro progetto importante è stato il Tribute to Fashion 2009 con Coca-Cola Light.
In questo progetto la sfida tecnica era quella di rendere stampabile sulle sleeve la creatività pensata da dei designer di moda che hanno un approccio totalmente diverso che non ha niente a che vedere con la necessità di stampare su materiali che non fossero tessuti. E’ stato un progetto molto sfidante che ha avuto un grosso impatto: siamo riusciti a riprodurre sulle sleeve la trama dei tessuti stampando su un materiale retraibile senza perdere le proporzioni delle forme della bottiglia “contour” icona assoluta dei contenitori in vetro.

Ricordo in particolar modo, e sicuramente se lo ricorda anche Maurizio, la manifestazione fatta a Palazzo Reale, in cui avevamo esposto le bottiglie alte 1,70m durante la settimana della moda. Le bottiglie, “vestite” seguendo i contributi creativi delle 8 stiliste coinvolte nel progetto, sono andate poi all’asta e il ricavato è andato a sostegno dell’imprenditoria femminile de L’Aquila dopo il terremoto.
Mentre parlo mi vengono in mente anche tanti altri progetti, come quello dei Folletti di Coca-Cola, un progetto addirittura del 2004, quindi prima delle Olimpiadi, in quello che è stato il mio primo Natale in Coca-Cola…credo di avere ancora da qualche parte la prima lattina stampata con Maurizio. Di questo progetto ricordo il grosso lavoro che si faceva con Maurizio in pre-stampa per poter arrivare all’avviamento stampa con solo delle minime cose da sistemare. Anche il lancio della bottiglia Coca-Cola in metallo è stato un progetto che ricordo come sfidante. In questo caso si trattava di trasferire la grafica della lattina su una silhouette completamente diversa.

Come siamo cambiati in questi anni?

Siete rimasti contemporanei. Avete sempre mantenuto gli occhi aperti su ciò che succedeva nel mondo intorno a voi, senza arroccarvi sulla vostra storia, anche se proprio questa storia fa la differenza, e avete avuto la capacità di lavorare a progetti integrati di comunicazione.
Quando qualche collega o ex collega mi chiede un consiglio voi siete sempre tra le agenzia che suggerisco, siete sempre tra i mei punti di riferimento soprattutto quando si tratta di progetti integrati perché questa è la vostra forza

Per finire: 3 parole che ci definiscono
CONTEMPORANEI, INNOVATIVI, ACCOGLIENTI

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