La rete ai tempi del COVID19

La rete ai tempi del COVID19

13 Marzo 2020

Tutela della privacy, fake news, haters… e poi succede che arriva un virus che è vero, reale attacca le persone, tutte, senza distinzione. E allora la vita vera, quella reale è costretta a fermarsi, siamo costretti a stare a casa, a mettere delle distanza tra noi, a mettere barriere non per scacciare ma per proteggere noi e tutta la comunità in cui viviamo. 

Il digitale può aiutare l’Italia ad affrontare non solo l’emergenza sanitaria ma anche l’emergenza economica che ne seguirà? Come questa pandemia sta cambiando il rapporto che abbiamo con la rete e con i social network?

Oggi 13 marzo è il giorno dell’evento “l’Italia chiamò” una lunga diretta streaming in cui artisti, insegnanti, medici, persone comuni, esperti raccontano, cantano, ci fanno vedere come è possibile reagire e come possiamo aiutare donando alla Protezione Civile.

Rosy Russo di Parole Ostili, un progetto nato qualche anno fa contro la violenza delle parole, ha ripercorso il Manifesto della comunicazione non ostile, 10 principi di stile e di comportamento e un impegno per chi vuole avere comportamenti rispettosi e civili e rendere la rete un luogo accogliente per tutti.

Ed è proprio attraverso la rete che in questo periodo passa l’accoglienza, la solidarietà, lo stare insieme.

Dal luogo delle fake news la rete, il mondo digitale si è trasformato in questi giorni nel luogo e nello strumento grazie al quale lavoriamo, impariamo, facciamo riunioni, esami, ci laureiamo, ci intratteniamo, visitiamo mostre e musei, facciamo sport, la spesa, “ci incontriamo” con parenti e amici. Il mondo digitale è il luogo dove le barriere spariscono.

Ed è anche il luogo dove stiamo riscoprendo la solidarietà: chi mette a disposizione contenuti in forma gratuita e c’è chi “sfrutta” il suo ruolo di influencer per promuovere raccolta fondi per ospedali e strutture sanitarie.

Chiara Ferragni e Fedez hanno promosso una campagna che in pochi giorni ha raccolto quasi 4 milioni di euro, tanti altri li hanno seguiti e su gofundme ad oggi sono attive 4364 campagne legate all’emergenza COVID19.

Non è scomparso il “brutto” della rete, i pericoli forse sono ancora tutti lì, ma certo è che questo virus ci ha fatto riscoprire che tutta questa tecnologia che abbiamo a disposizione, questa piazza virtuale che è la rete è quel luogo dove possiamo raccontare la nostra resilienza.

Questa riflessione ne apre un’altra: la dimensione della rete ancora non è un patrimonio comune di tutto il paese, il digital divide ancora lascia zone di territorio in cui la connessione è ancora molto difficile. 

Ma il vero pericolo è rappresentato dal cultural divide fra chi fa uso della rete e che rischia di invalidarne le potenzialità. 

La connessione va quindi accompagnata con un’alfabetizzazione digitale e riempire questo “buco” potrebbe essere un’opportunità di investimento per ripartire, creando nuove professioni, nuove competenze e nuova ricchezza. Creando la possibilità di immaginare un new deal 2020, basato sulla costruzione di una educazione attualizzata sulle forme della contemporaneità. Un investimento sul futuro materiale che si estenda anche a nuove consapevolezze, immateriali ma indispensabili. 

E’ una sfida che dobbiamo raccogliere anche noi, per coltivare la salubrità del luogo che sempre di più si deputa ad essere lo spazio comune di tutto il mondo, il posto dove le cose succedono. E si diffondono. 

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Manuela Tagliabue

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